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Isola di Ventotene

L'isola di Ventotene è il residuo di un antico vulcano preistorico. Lunga meno di tre chilometri è ricca di storia e di antiche vestigia, nonché di  un mare tra i più belli ed esclusivi del Mediterraneo.
L'epoca romana ha lasciato le tracce più significative, tra i quali il grande complesso residenziale di "Villa Giulia", sontuosa dimora della figlia dell'imperatore Augusto, esiliata all'isola di Ventotene per punirla della sua disordinata condotta; si può ammirare il "porticciolo romano", scavato nella roccia vulcanica, autentico capolavoro dell'ingegneria portuale romana, che ancora oggi è l'approdo più sicuro dell'isola. Da non perdere inoltre il murenaio, le peschiere, le saliere, la necropoli di Calabattaglia ed il museo dove si trovano le meraviglie della ricchezza archeologica di Ventotene.
Il mare incontaminato, i fondali profondi e ricchi di fauna stanziale offrono un habitat ideale per la riproduzione di innumerevoli specie di pesci pelagici e per il transito di branchi di cetacei quali delfini, balene e capodogli. La posizione e la particolarità dell'isola permette a migliaia di uccelli migratori di sceglierlo come luogo di sosta durante il volo dal sud dell'Africa al nord dell'Europa. Queste caratteristiche hanno fatto sì che Ventotene fosse inserita tra i parchi marini e terrestri istituiti nel 1999 dal Ministero dell'Ambiente. Ventotene dispone di tre spiagge attrezzate, denominate Calarossano, Parata Grande e Calanave che sono raggiungibili a piedi. In località Punta dell'Arco, a pochi passi dall'Hotel è stato istituito recentemente un Osservatorio Ornitologico che studia il passaggio dell' "avifauna mediterranea" e sono riscontrabili centinaia di specie diversi di uccelli, tra cui la cicogna bianca e gru. 

A poco più di un miglio marino da Ventotene si trova l'isola di Santo Stefano dominata dall'imponente mole del penitenziario costruito nel 1700 dall'architetto Francesco Carpi che progettò un ergastolo modello su incarico di Ferdinando IV Re di Napoli ed utilizzato fino al 1965, quando fu abbandonato.
L'isola di S. Stefano è completamente disabitata, è meta di escursioni e visite guidate e dispone solo di piccoli approdi. I fondali sono un autentico paradiso per i sub, si possono ammirare pareti ricoperte da gorgonie rosse impreziosite dai delicati intrecci delle "rose" di mare, che assumono dimensioni raramente riscontrabili altrove.

Cala Nave
Pozzillo
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